Pagina Iniziale » IL TESTAMENTO OLOGRAFO DI JOHN FLORIO: UN’ANALISI

IL TESTAMENTO OLOGRAFO DI JOHN FLORIO: UN’ANALISI

by Resolute John Florio

ECCO IL TESTAMENTO ORIGINALE SCRITTO A MANO DA JOHN FLORIO, CON LE SUE CORREZIONI, LO STEMMA, E MOLTO ALTRO

“…unbound volume of divers collections and rapsodies…”

Questo articolo é dedicato a Nazareno Spaziani. 

Il 20 luglio 1625, all’età di 72 anni, John Florio scrisse il suo testamento. Questo sito web ha pubblicato il documento originale del suo testamento di proprietà dell’Archivio Nazionale di Londra, con una trascrizione completa del testo. Quel documento, tuttavia, è stato scritto da un segretario della Corte di Canterbury, non da John Florio. Questo articolo, invece, mostra il testamento olografo di John Florio, scritto da lui, con il sigillo del suo stemma, la sua calligrafia, le correzioni apportate da Florio e le differenze tra il manoscritto originale scritto a mano da Florio e quello trascritto dalla Corte di Canterbury.

IL TESTAMENTO OLOGRAFO DI JOHN FLORIO: LA SUA CALLIGRAFIA

John Florio possedeva diverse grafie che utilizzava in diversi contesti professionali. La “mano Italiana” era utilizzata principalmente per i manoscritti delle sue opere pronti per esser mandati in stampa; la “secretary hand” era invece utilizzata in contesti legali e più ufficiali, quando lavorava, ad esempio, come segretario di Michel de Castelnau (1583-1585), Henry Wriothesley (1589/91- 1598) e della regina Anna di Danimarca (1604-1619), scrivendo le loro lettere. La sua calligrafia personale, invece, piccola, ordinata e perfetta, era usata principalmente per annotazioni, lettere private e, in questo caso, per il suo testamento.

Un’analisi dettagliata del suo testamento può essere letta qui. Questo articolo, invece, si concentrerà sulla calligrafia di Florio e su altre curiosità riguardanti il suo testamento.

Uno degli argomenti più interessanti che riguardano il manoscritto originale è proprio la sua grafia: piccola, ordinata e perfetta:

John Florio's holographic will
– Testamento Olografo di John Florio –
[Licensing and Reproduction: This document is copyrighted by The National Archives and it cannot be downloaded, shared or resold without their permission.]

IL TESTAMENTO DI JOHN FLORIO: IL SIGILLO DEL SUO STEMMA

In tutte e quattro le quattro pagine del suo testamento, Florio ha applicato il “solito sigillo del mio stemma”, il sole con i raggi, che appare anche nel suo ritratto:

John Florio's holographic will
– Testamento Olografo di John Florio, il sigillo del suo stemma-
[Licensing and Reproduction: This document is copyrighted by The National Archives and it cannot be downloaded, shared or resold without their permission.]
John Florio's holographic will
– Il testamento olografo di John Florio, il sole con i raggi –
[Licensing and Reproduction: This document is copyrighted by The National Archives and it cannot be downloaded, shared or resold without their permission.]

IL TESTAMENTO OLOGRAFO DI JOHN FLORIO: DIFFERENZE TESTUALI

Ci sono alcune differenze tra il testamento originale scritto da John Florio e il documento trascritto dal tribunale di Canterbury nel 1625.

Le principali differenze riguardano le varianti testuali del testamento. Per meglio differenziare i due documenti, definirò il testamento olografo di Florio come “W1” e il testamento trascritto dalla Corte come “W2”.

W1: my mercifull sauiour and Redeemer, and of God the holy ghoste, three persons, and one euer-living and omnipotent God in unitie and Trinitie, my most-louing Comforter and Preseruer; Amen.

W1: memorie, heartie, well-remembring, certaine, uncertaine, principaly, penitently-sorrowefull, belieuing, blood, forgiuenesse, transitorie, most-blessed, ordre, heere-under, iewels, house-holde, saie, verie, povertie, anie thing els, ink-horne, dust-box, dictionarie, (as a iewell fitt for a Prince), memorie, anie, extreamitie, monie-worth, houshold-stuff, dearely-beloued, truely-honest, ouer-seers,  greene-veluet, for-ever, importunitie, golde-ring, leaden-ceastern, candle-cup, deliberation,

W2: my mercifull Savyor and in Unity & .Irinity my most loving Comforter and preserver Amen.

W2: memory, hearty, well remembring, certayne, uncertayne, principally, penetently sorrowfull, beleeuing, bloud, forgiuenes, transitory, most blessed, order, heere undernamed, jewells, houshold, say, very, poverty, anything els, inkehorne, dust box, dictionary, as a jewell fit for a Prince, memory, any, extremity, monie worth, houshold stuffe, deerly beloued, truely honest, ouer seers, green velvet, for ever, importunity, gold ring, leaden Ceastern, candle cup, deliberacon,

Tra W1 e W2 c’è una differenza per quanto riguarda le parole, i composti, le parentesi e le virgole.

JHON, ANNA, ROSA.

Ci sono anche altre curiosità: il nome John è sempre scritto come “Jhon” in W1, mentre “John” in W2:

John Florio's holographic will
Il testamento Olografo di John Florio, “Jhon” Florio
[Licensing and Reproduction: This document is copyrighted by The National Archives and it cannot be downloaded, shared or resold without their permission.]
John Florio's holographic will
Il testamento Olografo di John Florio , “Jhon” Florio
[Licensing and Reproduction: This document is copyrighted by The National Archives and it cannot be downloaded, shared or resold without their permission.]

Inoltre, la regina Anna di Danimarca, spesso citata nel testamento, è citata come Anna nel W1 (come amava chiamarsi), e come Anne nel W2.

John Florio's holographic will
Il testamento Olografo di John Florio, “Queene Anna”
[Licensing and Reproduction: This document is copyrighted by The National Archives and it cannot be downloaded, shared or resold without their permission.]

ROSE SPICER

Inoltre, sua moglie è citata come Rose nel W1, e come Rosa nel W2, nella firma scritta in Latino approvata un anno dopo, 1626.

John Florio's holographic will
Il testamento Olografo di John Florio: Rosa Florio
[Licensing and Reproduction: This document is copyrighted by The National Archives and it cannot be downloaded, shared or resold without their permission.]

John Florio sposò Rose Spicer nel 1617, a 64 anni. Non si sa con certezza quando morì la sua prima moglie, ma dopo il 1588 non ebbe più figli, e quando si trasferì a Titchfield tra il 1589 -1591 sotto il patrocinio di Henry Wriothesley, Terzo Conte di Southampton, era già vedovo. Nel testamento, Florio cita la sua prima moglie quando menziona sua figlia Aurelia. L’unica figlia sopravvissuta, Aurelia Molins, era una levatrice di successo e molto conosciuta, apprendista di William Clowes, chirurgo di Elisabetta I. Florio le regala la “fede nuziale con la quale ho sposato sua madre”. Questo significa che ha tenuto l’anello, e che di conseguenza ebbe un matrimonio felice con lei. Quindi probabilmente è morta a causa di una malattia, forse la peste, insieme agli altri figli. Nel testamento, Florio menziona la sua “amata moglie Rose” e si rammarica del fatto che “non può darle o lasciarle molto come ricompensa del suo tenero amore, delle sue cure amorevoli, della sua dolorosa diligenza e del suo continuo travaglio in tutte le mie fortune e in molte malattie, che nessun marito ha mai avuto una moglie più affettuosa, un’infermiera infaticabile e un’amabile consorte”. Queste parole indicano una relazione coniugale che copre un periodo molto più lungo degli otto anni che intercorrono tra il suo matrimonio formale nel 1617 e la sua morte nel 1625. Il termine “tutte le mie fortune” implica certamente un legame tra loro precedente all’età in cui Florio l’ha sposata. Quindi è molto probabile che egli abbia vissuto evidentemente in concubinato per molti anni e che alla fine l’abbia sposata nel 1617, solo otto anni prima della sua morte.

CORREZIONI E SPAZI VUOTI

Nella prima pagina del testamento, Florio corregge “misera vita” con “misero corpo”:

John Florio's holographic will
Il testamento Olografo di John Florio, “misera vita”
[Licensing and Reproduction: This document is copyrighted by The National Archives and it cannot be downloaded, shared or resold without their permission.]

Quando menziona il suo servo, Artur, lascia uno spazio vuoto:

john florio's holographic will
Il testamento olografo di John Florio, spazio vuoto
[Licensing and Reproduction: This document is copyrighted by The National Archives and it cannot be downloaded, shared or resold without their permission.]

I tanti stupidi sprechi e l’incuria di Giacomo I portò il ministro delle finanze a sospendere tutte le pensioni dei servitori della Regina, compreso John Florio. Proprio per questo motivo, Florio non ricevette la pensione che meritava dalla Corona, e visse gli anni della pensione lottando per controllare i suoi debiti.

L’ultimo testamento di John Florio è il diario di un letterato che ha trascorso gli ultimi anni della sua vita in “povertà” (tuttavia, poteva ancora permettersi un servo), circondato dai suoi amati libri, da piccoli pegni d’affetto, da pochi amici fidati, costantemente preoccupato per i vecchi nemici, e con qualche segreto.

GLI ESECUTORI E I MANOSCRITTI

Gli esecutori testamentari di Florio furono Richard Cluet, vicario e predicatore a Fulham, e il vescovo Theophilus Field. È stato insinuato che Florio, negli ultimi anni della sua vita, divenne molto religioso sotto l’influenza di Field, e successivamente lo nominò come suo esecutore testamentario. Va notato, tuttavia, che Florio conosceva già sicuramente Field perché faceva parte della cerchia dei Pembroke. Era, infatti, conosciuto principalmente non come vescovo, ma come poeta.

Battezzato nella Chiesa di Cripplegate, il 22 gennaio 1574, Teophilus era il fratello maggiore di Nathaniel Field, uno dei principali attori delle opere di Shakespeare, come si legge anche all’inizio della prima edizione del First Folio (1623).

Nathaniel Field iniziò la sua carriera come apprendista tipografo e stampatore. Sembra che non ci sia alcuna relazione tra Nathaniel Field, l’attore, e Richard Field, lo stampatore, ma erano vicini di casa, e vivevano nella stessa piccolo borgo di Blackfriars.

Nathaniel ebbe anche un ruolo principale in Cynthia’s Revels di Ben Jonson, Poetaster, Epicoene, e nel Bussy d’Ambois di Chapman. Era un grande favorito di Jonson, che lo considerava alla pari di Burbage. In Bartholomew Fair troviamo il seguente passaggio:

Cokes. Which is your Burbage now?

Leath. What mean you by that, sir?

Cokes. Your best actor, your Field?

Lit. Good, i’ faith! tou are even with me, sir.

Leath. This is he, that acts young Leander, sir; he is extremely beloved of the womankind, they do so affect his action, the green gamesters, that come here!

Era un uomo sposato, e di indole molto gelosa, e amava interpretare Otello. Aveva una famiglia e morì nel 1632/3 dopo essersi ritirato già da qualche anno dalle scene.

Le date di nascita sia di Teophilus e di Nathaniel si possono leggere a pagina 207 di Memoirs of the Principal Actors in the Plays of Shakespeare pubblicato dalla Shakespeare Society nel 1896. Teophilus era un poeta, e nel 1600 curò e contribuì a una raccolta di versi per la morte di Oratio Pallavicino, dedicati alla sua vedova.

Teophilus Field e Richard Cluet rinunciarono all’esecuzione del testamento di Florio e il 1° giugno 1626 fu affidata a Rose Florio, la vedova, una commissione da eseguire. Una nota in “secretary hand” in latino in tal senso segue il testamento, che si può vedere qui di seguito:

Il testamento olografo di John Florio, la “secretary hand” in Latino
[Licensing and Reproduction: This document is copyrighted by The National Archives and it cannot be downloaded, shared or resold without their permission.]

Ho provveduto a trascrivere in Italiano la “secretary hand” in Latino. Qui sotto, potete leggere sia l’originale in latino che la sua traduzione in Italiano:

A margine, depennato: 1 Iunii 1626. Iurata Rosa Florio, coram me [..]

Primo die, mensis Iunii. Anno Domini 1626. 

Emanavit comissio Rosae Fflorio, relictae Iohannis Fflorio miper* de Ffulcham in comitem Midd* eius defhentem ad administrandum bona, iura et eredita dicti defuncti iuxta tenorem et effectum testamenti eiusdem defuncti, euo quod reverendust in Christo pater Theophilus promissione Landavensis episcopus et Bartholomeus Olvet, sacre theologie professor, in dicto testamento nominati, ex certis causis eos et amministratoes suos in ea parte iuste morientis oneri executionis testamenti predicti ex presente renuntiarunt, et ex auctoritate Curie plenius liquet de bene Christo iurat. 

depennato:Iohannes

Blasii.  

Il nome del conte di Pembroke è segnato con Midd, certamente un nome autorevole e noto pubblicamente, a tal punto che per il notaio e gli attori del documento non era necessario scrivere il nome in forma completa. Dopo Iohannis Fflorio, invece, prima della provenienza, vi è una parola trascrivibile con nuper, nupar, miper, mipar. Se si trattasse di una congiunzione nuper, sarebbe semplicemente trascrivibile, ma essendo inclusa nel nome/provenienza non posso escludere che abbia altro valore nominale o attributivo. Ecco la traduzione in Italiano:

E’ fatto noto, il mandato di Rosa Florio, erede di Giovanni Florio * di Fulham, in compagnia del suo difensore (tutore) nell’amministrazione dei beni dei diritti e l’eredità di detto defunto e in conformità del tenore e per gli effetti del testamento dello stesso defunto, per cui il reverendo padre in cristo Teophilus Field Vescovo di Landaffe e Richard Cluet professore di teologia sacra, nel detto testamento nominati, per motivi certi i suoi amministratori per i giusti oneri derivanti dall’esecuzione del predetto testamento del moriente, immediatamente rinunciarono ed in forza della piena e chiara autorità della Curia giura in Cristo sui beni (da amministrare).

Blasii, Preceduto da Iohannis depennato. 

Secondo la Yates, il rifiuto da parte di Field e Cluet quasi certamente ha a che fare con il rifiuto da parte del Conte di Pembroke di accettare l’eredità o di rendersi responsabile della pubblicazione dei manoscritti di Florio, aggiungendo che:

“Due anni prima che Florio facesse testamento, Heminge e Condell avevano dedicato le opere del defunto William Shakespeare al conte di Pembroke e a suo fratello. Certamente questi manoscritti di Florio non furono mai pubblicati sotto l’egida di Pembroke”

Yates, F., John Florio, the life of an Italian in Shakespeare’s England, p. 316

Florio desiderava che questi libri e manoscritti fossero collocati nella biblioteca di Pembroke, a Wilton o nel castello di Baynard a Londra, e pregava il Conte di proteggere sua moglie dalle molestie dei suoi nemici e di consegnarle ogni profitto derivante dalla pubblicazione dei suoi manoscritti.

È certo che il Pembroke rifiutò la richiesta di Florio, ma a un certo punto, egli possedette i manoscritti di Florio, poiché è noto che consegnò del materiale a Torriano, che curò il dizionario italiano-inglese di Florio nel 1659, aggiungendo la parte inglese-italiano. Quello che ne fece del resto del “volume sfuso di diverse collezioni e rapsodie” è, ancora oggi, un mistero.

Ho provveduto a trascrivere il testamento olografo di John Florio, rispettando il testo, le righe, la punteggiatura, l’ordine e le pagine, senza alcuna variazione. È possibile scaricare e leggere gratuitamente il testo qui sotto.

IL TESTAMENTO OLOGRAFO DI JOHN FLORIO – Scarica il testo qui sotto.


ISCRIVITI A #FJ!

Leggi le lettere originali, i documenti, e le ricerche su John Florio.




“Il testamento olografo di John Florio: un’analisi” di Marianna Iannaccone è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@resolutejohnflorio.com.

You may also like

Rispondi