Un esemplare cinquecentesco della Divina Commedia appartenuto a John Florio è stato rinvenuto da Marianna Iannaccone alla British Library di Londra.
Appena uscito sul portale accademico Zenodo (https://zenodo.org/records/15063366), l’articolo della studiosa dell’Università dell’Insubria, Marianna Iannaccone, contiene le immagini di un esemplare cinquecentesco della Divina Commedia del 1564, con sottolineature e annotazioni, di cui una perizia grafologica adesso ha identificato l’autore, l’erudito elisabettiano John Florio (1552-1625), londinese come la madre, ma di padre fiorentino.
L’articolo, che sarà pubblicato sulla rivista di linguistica e letteratura Italiana “Illuminazioni”, mostra le annotazioni di John Florio, raffinato linguista e traduttore (tra l’altro del Decamerone di Boccaccio e dei Saggi di Montaigne).
Una notizia dell’Ansa in cui è stata rilasciata la notizia della scoperta della Commedia appartenuta a John Florio, sottolinea come, i diversi termini illustrati dall’Anglo-Italiano, si ritrovano puntualmente in Shakespeare.
Secondo la coppia di scrittori Monaldi&Sorti, “avendo passato anni a raccontare Dante e le sue visioni dell’aldilà usando le parole di Shakespeare, appena viste le foto della Commedia della British Library ci siamo resi immediatamente conto dell’importanza capitale che questa scoperta ha per il mistero Shakespeare” spiega il team Monaldi&Sorti. “Sono letteralmente decine i passi danteschi – accuratamente evidenziati e commentati nella sua Divina Commedia da John Florio – che si ritrovano nelle opere attribuite al genio di Stratford.”